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Sandra
- Ho il les da quasi 11 anni e quindi
appartengo a quell'80% di mega-fortunati che sono sopravvissuti!
Il mio culo è doppio se si pensa che il mio les ha attaccato i reni, già
precedentemente danneggiati da una glomerolunefrite...proprio baciata dalla
fortuna!
che dire?
ho 29 anni ed ho passato gli anni migliori della vita tra esami, visite
specialistiche, medicine, diete iposodiche, ipoproteiche, ipolipidiche (alla
fine è meglio non mangiare!) e ansie varie invece di pensare alle
vacanze, alle discoteche, a "sballarmi".
Mi viene detto che non mi lascio mai andare. Come potrei? Sono ingessata in
un elenco di doveri verso me stessa che se mi lasciassi andare non mi
recupererebbe più nessuno.
Mi sento continuamente pugnalata dalla vita quando le amiche/amici parlano
di abbronzatura, problemi di cellulite, forma fisica...questi falsi problemi
non possono essere i miei problemi, perchè ne ho altri molto più seri...Mi
sento colpita al cuore quanto le mie coetanee incinte parlano delle loro
ansie e preoccupazioni, pur essendo soggetti sani. Io sono già che dovrò
affrontare mille problemi e che se arriveremo alla fine, sani e salvi, io e
mio figlio, dovrò pregare che il nuovo arrivato sia molto più fortunato
della mamma...
Non mi lamento mai perchè nessuna parola può esprimere il dolore, il peso,
l'angoscia che ci opprime.
Nessuna parola può far capire cosa significa avere una malattia cronica
sistemica.
Nessuna parola può far capire cosa significa non avere nemmeno la speranza.
-
-
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- Cinzia
-
- La storia della mia malattia non so
bene quando sia iniziata,osò di certo che ho trascorso anni in cui sono
stata male senza mai sapere quello che avessi.gli episodi che sto per
raccontarvi forse oggi alla luce della diagnosi che mi e'stata fatta trovano
una spiegazione plausibile.Nel 1992 dopo aver partorito la mia seconda
figlia,una banalissima piaghetta al collo dell' utero dopo averla curata
e stracurata e' degenerata in una formazione polipoidale.Soluzione del
problema:intervento chirurgico.Sono entrata in sala operatoria per l'
asportazione di questa formazione sono uscita con un'intervento di
conizzazione a mia insaputa.In seguito a questo intervento mutilante
si cicatrizzarono i tessuti interni della cervice uterina,con conseguenze
inimmaginabili,sono rientrata in sala operatoria a distanza di un mese per
fare un raschiamento e la dilatazione della cervice uterina.Il prof che
eseguì il secondo intervento mi disse che non potevo più avere figli perché
mi avevano rovinata.Avevo 26 anni.Da allora tutte le infezioni vaginali
me li sono beccata io,non riuscendo a debellarle completamente,e nessuno
riusciva a capire il perché naturalmente davano la colpa al mio intervento
mal riuscito.Poi nel 1994 a mio marito venne diagnosticato un tumore
mediastinico inoperabile.Ci siamo rimboccati le maniche e dopo aver girato
gli ospedali di tutta l' Italia si e' salvato miracolosamente dopo un
intervento chirurgico accompagnato da chemio e radio fattogli a Padova dal
prof. Sartori.Dopo 6 mesi di ospedale che mi ero fatta stando accanto
a mio marito ,forse a causa dello stress ,l' angoscia e la paura sono
tornata a casa con 10 kg in meno .Sono crollata irrimediabilmente,e da
allora ho iniziato a peggiorare sempre di più. Fui ricoverata in ospedale
per fare dei controlli avevo questa febbricola da circa un anno ,dolori alle
articolazioni, candidosi, colite, dolori di testa atroci che non mi
passavano con nessun antidolorifico,sembravo un cadavere vivente.Dopo una
settimana di ricovero e di accertamenti di ogni tipo mi dimisero con una
diagnosi di candidosi vaginale,e piccolo noduletto tiroideo.Una settimana di
ciproxin (antibiotico) e tutto sarebbe tornato a posto così mi dissero.Ma
era tutta una balla,perché non sono mai più ritornata come prima.Nella
cartella clinica erano stati fatti gli esami immunologici ed alcuni valori
riguardante la malattia erano presenti ma non furono capiti. Da allora sono
trascorsi 8 anni ,ho continuato a stare sempre male senza sapere cosa mi
stesse succedendo ,purtroppo non essendo una malattia visibile ,neanche i
medici mi credevano .Mi ero rassegnata tra virgolette perché non sapendo
cosa avessi non potevo neanche cercare uno specialista.Poi circa un anno fa'
dopo l'ennesima visita tra un medico e un' altro mi sono imbattuta in un
reumatologo per i soliti dolori articolari mi prescrisse una serie di
analisi per controllare il sistema immunitario e da lì saltò
fuori che c'era qualcosa che non andava.Non riuscì a fare una diagnosi
perché avendo una tiroidite era in dubbio sulla malattia da
diagnosticare.Ormai stanca sono saltata su un' aereo 5 mesi fa' per
approdare a Roma e sentire il parere di un prof specializzato in malattie
autoimmuni (finalmente sapevo quale campo consultare ,per dare un nome alla
mia malattia) Adesso quando sto male posso dire che sono affetta da
connettivite indifferenziata.,(fino a questo momento).Non posso ancora dire
nulla sull'evoluzione perché sto imparando a conoscerla adesso,so di certo
che l'ho sempre avuta anche se nessuno se ne e' mai accorto e non mi
sorprende affatto qualunque sia il nome che gli abbiano dato perché i mali
che si portano dentro non trovano parole per poterli spiegare agli altri. Mi
rendo conto che non esiste miglior medico di noi stessi. Adesso ho 36 anni e
devo imparare a convivere con questa malattia nella speranza che un giorno
alzandomi dal letto non dovrò pensare:" vado in cucina a prendere
le medicine prima che me ne dimentichi !"
-

- Alfonso
- Ciao
a tutti
Sono Alfonso, sono del dicembre 53 e vivo a Roma.
Eccomi a Voi per raccontare il mio percorso di malato di LES e le
inevitabili ripercussioni che questo problema ha avuto sulla mia esistenza
di persona.
Già nel 68 quando andavo alle manifestazioni studentesche avevo dolori alle
articolazioni ginocchia, piedi, polsi mi facevano un male cane, ma le
analisi cliniche che i mie genitori mi facevano fare non portavano a nulla,
risultava solo una VES mossa. Nessuno ci capiva nulla.
Ovviamente questi piccoli problemi rappresentavano un limite che cercavo di
superare utilizzando pomate e antidolorifici, insomma assumendo veleno.
Passano alcuni anni e quei problemi continuavano a manifestarsi. Fu così
che un giorno mio fratello che studiava medicina mi porto da un suo amico,
giovane medico al S. Giovanni e fu li che, per la prima volta in vita mia,
sentii parlare di LUPUS, ma dalle analisi ancora empiriche e fatte con aghi
che sembravano rami di albero, non uscì nulla.
Passano gli anni e i mie fastidi di tipo artritico alle articolazioni
restano. Nel 76 deciso di lasciare gli studi universitari e di mettermi a
lavorare. Nel 1980 mi regalo un viaggio alle Maldive in un isola che non
scorderò mai ALIMATHA, un posto splendido, poi in quegli anni, ancora per
nulla costruita, quasi selvaggia, ma con un sole allo zenit.
Torno dalle Maldive e mi viene fuori una tromboflebite alla safena della
gamba sinistra. L'angiologo la cura con anticoagulanti e fasciature ma non
inquadra il vero problema di partenza e la riferisce a tagli di corallo che
mi ero procurato facendo subaquea vicino alla barriera corallina.
Mi sposo e il mio impegno di lavoro cresce e con lui lo stress. Dopo alcuni
anni mi parte una seconda tromboflebite all'arteria femorale profonda della
solita gamba sinistra. Anche in quella occasione il problema di origine non
viene inquadrato. Mi sparano l'eparina in pancia, poi il cumadin come
anticoagulante, gli esami del tempo di protombina per dosare il cumadin, le
fasciature e basta. Anche quella volta guarisco.
Dopo qualche tempo (6/1989) mi separo da mia moglie e inizio una vita ancora
più dinamica e diciamo, affettivamente sregolata. Vivo da solo e lavoro
moltissimo, vado in vacanza spesso e, non avendo ricevuto alcuna indicazione
al riguardo, prendo molto sole d'inverno e d'estate senza precauzioni.
Nel febbraio 91 avverto fastidi di stomaco, conati di vomito e spossatezza,
resto in casa per qualche giorno pensando ad una intossicazione di tipo
alimentare beccata in qualche ristorante, ma va sempre peggio. Dopo qualche
giorno, per mia fortuna, torno in ufficio, bianco come un cencio, mi sento
male e mi accascio sulla scrivania. Chiamano mio fratello medico che mi fa
ricoverare presso il reparto dove lavorava un suo amico internista molto
bravo e di la è successo Caporetto. Anemia emolitica (740.000 rossi e 2,8
di emoglobina), piastrinopenia, pericardite, sono in coma e mi riprendono
per i capelli con una trasfusione urgente. Si pensa a problemi ematologici,
tutti i valori sono in disordine. Mi fanno un puntato sternale per vedere il
midollo e un'analogo esame facendo il prelievo dall'anca e con questo
prelevano anche un pezzo di cresta eliaca del bacino. Si continua con una
Biopsia di tessuto muscolare e poi una biopsia renale che evidenzia una
Glomerulo nefrite proliferativa di classe 4. Gli altri esami invece
evidenziano una sindrome da antifosfolipidi (ecco spiegate le tromboflebirti
degli anni precedenti) , anticardiolipina, c3 e c4 spariti etc etc etc etc
etc. Comunque viene confermata una diagnosi di L.E.S..
Grazie a Dio mi sparano da subito cortisone a litri, mi gonfio come una
zampogna ma questa azione provoca anche una grave forma di distruzione dei
muscoli. Non mi reggo in piedi e, il delirio continua.
Rimango in ospedale per circa 4 mesi con tutto ciò che ne consegue in
termini di sofferenze psicologiche (come sapete per esperienza diretta, non
è facile accettare tutto questo e le domande che ti frullano in testa sono
infinite, ma perché io..........? La tua immagine visiva che muta a vista
d'occhio e tu, sradicato dal tuo ambiente senza un'apparente perchè) e
fisiche (endoxan, cortisone, buchi di tutti i tipi, nuove biopsie). Ti trovi
all'improvviso sbalzato da una vita ad un'altra. Un momento prima pensavo
alla carriera, alle donne alle vacanze etc e un momento dopo cercavo di
capire dove ero finito e come poter vivere quella situazione, di come
poterla accettare, razionalizzare affrontare, con la sofferenza che non ti
molla un attimo e con morte che già mi aveva accarezzato e che ogni giorno
si portava via una persona della mia stanza d'ospedale.
Ma il tempo passa e torno a casa , sono scombussolato quasi annichilito.
Continuo a curarmi in Day Hospital, e ancora flebo di Endoxan, Cortisone, e
Gammaglobuline che tanto bene mi hanno fatto. Ma gli immunocomplessi
circolanti sono ancora tanti e i mie valori ematologici sono ancora
depressi. In accordo con i medici si decide di tentare una plasmaferesi.. Mi
ficcano un catetere in succlavia con
il quale vado in giro e in regime ambulatoriale mi sparano in più fasi 52
sacche di plasma e li , una seconda Caporetto.Non avevo piu anticorpi ne
buoni ne cattivi.
Non respiro più, affanno, mi ricoverano di corsa al Forlanini e la
Broncoscopia con relativa Biopsia Polmonare e lavaggio bronchiale, evidenzia
una polmonite gravissima, Pneumocisti Carini, quella che hanno purtroppo i
malati di AIDS immunodepressi. Anche li mi avvicino pericolosamente alla
fine, sono sotto ossigeno e vai con emogasanalisi, aghi canula, flebo etc
etc etc.
La mia immunosoppressione era stata indotta dalla plasmaferesi e viste anche
le trasfusioni di sangue, di plasma e le infusioni di emoderivati subite,
nessuno si fidava più di nulla e così all'angoscia di quanto raccontato ho
dovuto anche aggiungere lo stress di sei TEST HIV subiti ogni 15 gg e ai
quali risulto, per fortuna, negativo.
Ma alla fine reagisco e vinco la battaglia. Esco dall'Ospedale, torno in
Ufficio, sono vivo. Mi toccherà in seguito fare altre due biopsie renali ma
è tutto sotto controllo.
Tutto quà, un percorso, per alcuni aspetti simile a quelli di tanti altri
di noi, che ha visto coinvolta la famiglia di origine. Un percorso che mi ha
fatto tanto profondamente soffrire e che tanto mi ha dato in termini di
crescita interiore.
Ma come sarà capitato anche a voi, sistemati i problemi di fase acuta, e
quelli con il mio equilibrio psichico ho dovuto affrontare quelli di
relazione con la società. In ufficio la mia giovane e brillante carriera si
era interrotta. La rotella del meccanismo che rappresentavo era stata
necessariamente sostituita e quindi ho dovuto ricominciare e poi etc etc
etc. Dopo un pò di tempo una nuova e importante storia di amore, oggi
terminata.
Oggi, a 48 anni, va tutto benissimo, vivo da solo con un certo equilibrio,
ho tantissime amiche che mi vogliono bene, esco spessissimo, la malattia e
gli esiti che ho, e qui non so quale Santo ringraziare, mi consentono di
sciare, di fare roccia, di ballare, di suonare , di andare in piscina e,
quello che più mi piace, ho imparato a restare, a volte, in casa da solo
senza sofferenza, caso mai, a leggere un libro. Oggi riesco a gestire da
solo le mie problematiche di salute e quindi a relazionarmi con i medici e
le strutture ospedaliere con equilibrio arrivando a discutere ed accettare
con autonomia e maturità anche la necessità di fare qualche test
antipatico.
Penso che l'equilibrio così difficilmente trovato, e che, vi assicuro,
intendo difendere, mi consentirà di vivere ancora a lungo.
Certo è, che ho innalzato mille difese, tra le quali, quella di non voler
condividere affettivamente con altri la mia vita. Questa cosa forse per chi
ha una famiglia o per chi vive rapporti d'amore è difficile da capire e ad
una prima analisi può apparire sconclusionata, ma Vi assicuro che non è
così. (comunque, ma mai dire mai).
La sfida continua, sono ancora sorridente e con tanta voglia di impegnarmi,
di lavorare e di assaporate la vita e tutto ciò che mi vorrà offrire,
anche se il prezzo che a volte ci viene chiesto di pagare, potrà essere
pesante.
-

Stefania
R.
- Anche io come promesso cerco di raccontare
il mio travaglio.....sicuramente meno faticoso di altri.
- vivo a Cagliari e ho 29 anni....bè
tra tre mesi 30!!!!
- Attualmente ho un Les molto lieve, con
incidenza solo alle articolazioni o meglio i due indici delle mani, che mi
si gonfiano come se me le fossi chiuse nella porta...e il dolore è
uguale!!! e qualche volta il mio collo che mi fa sembrare robocop! ci
scherzo, ma vi assicuro che sono dei dolori fortissimi, li paragonerei quasi
a delle fratture. Attualmente sono in cura col cortisone, e un
antiinfiammatorio )che ovviamente pago perchè non sono mutuabili visto che
ahnno poche contoindicazioni!)
- Il mio travaglio è iniziato 2 anni fa,
circa, con stanchezza, febbricola, e principalmente mi ha colpito le
articolazioni mani, polsi, ginocchio, gomiti e cervicale, insomma un po di
tutto!! mi sentivo una vecchietta piena di dolori che la mattina al
risveglio non riusiva nemmeno a vestirsi per andare a lavoro, a chiudere
bottoni, tirare su cerniere...senza paralre poi di guidare...no riuscivo
nemmeno a tenere il volante, le mie dita erano così gonfie e doloranti che
non si chiudevano, e con un ginocchio pieno di liquido zoppicavo tanto...fiuriamoci
che poi lavoro sia come impiegata, ma anche come istruttrice in
palestra.....e un giorno sono anche svenuta....ovviamente perkè non sapevo
cosa avessi.
- Ogni volta che andavo dal mio medico di
famiglia, e per la precisione per un anno...mi diceva che non sapeva cosa
avessi...che dovevo farmi ricoverare...."si ma da chi??" non mi
sapeva dare risposta.
- così dolorante ho continuato ad andare
avanti, sempre più stanca.....non sapevo dove sbattere la testa, nessuno
sapeva dirmi cosa avessi!!! appena facevo un piccolo sforzo dalla stanchezza
tremavo tutta e mi veniva il fiatone.
- C'è stato un giorno che stavo così
male, che capìì che avevo qualcosa di veramente brutto, mi sentivo la
morte dentro (non nascondo che mi fa male risbriciolare certi ricordi!), e
piansi tanto xkè nessuno riusciva a fare qualcosa per me!!!
- Così finalmente incominciai a navigare su
internet, e per fortuna scelsi la voce reumatologia....e da li pensai che
avevo l'artite rumatoide.....della quale scoprii che era una malattia
autoimmune!!! io pensavo che se la prendevano solo i vecchietti!!!
- Cosi' ho dovuto fare i salti mortali per
cercare un medico che sapesse dirmi cosa avessi e dopo mille analisi è
arrivato il verdetto.
- Sapevo cosa era, perchè per caso mentre
cercavo su internet qualcosa che si avvicinasse ai miei sintomi e quindi
reparto di reumatologia, ho scoperto questa malattia e mentre leggevo,
ricordo che pensavo .."mamma mia!!! una malattia così importante e
complicata come mai non ne ho mai sentito parlare prima?"
- Così dopo essermi rivolta ad n
reumatologo e un ricovero mi diedero la Diagnosi di connettivite
indifferenzita con sospetto Les, con interessamento articolare e
anticardiolipina.
- Devo dire che non ho reagito male, anzi ero
pronta a combattere, stavo così male che avrei fatto di tutto per sentirmi
rinascere.
- così ho iniziato la cura col cortisone e
l'antimalarico
- Sono migliorata molto i miei dolori
articolari sono spariti, anche se ogni tanto, come oggi, i due indici mi si
gonfiano!!!
- Ovviamente il mio viso si era gonfiato
a palloncino (che disperazione i primi tempi, ero ingrassata 8 kg in più,non
riuscivo a guardarmi allo specchio! ero molto depressa!), mi sono usciti dei
peli sul viso, nelle braccia, una scimmia!!! io che sono bionda e
chiarissima di pelle!!! e poi tanti bei bruffoloni! insomma una bella
trasformazione: grassa, pelosa e coi bruffoli...e malata..!!insomma non
c'era da essere felici, ma stavo meglio.Per fortuna ora che ho abbassato il
dosaggio sono tornata alla normalità, solo i peli sono rimasti!
- Ovviamente resta il problema mare, il
problema stanchezza (che molti non capiscono..), i controlli continui (io
non mi abituo mai agli aghi!!!)
- In compenso però penso che queste sono
tutte cose rimediabilissime! La cosa peggiore sono gli effetti collaterali
veri e propri dei farmaci.......ne ho il terrore...e cerco con alimetazione
sana, vitamine ecc. di rallentarne l'arrivo.
- Le persone + vicine sono sempre molto
carine, ma non riescono mai a capire realmente cosa si prova.. anche perchè
sono una persona molto sorridente e adoro la vita, ma soprattuto poi perchè
non si conosce questa malattia...e le sue conseguenze.
- Ogni tanto spero che tutto stia
andando bene, è importante non stressarsi, non arrabbiarsi e stare
tranquilli per non scatenare gli anticorpi che si incattiviscono verso di
noi...ma tutto ciò è+ molto difficile nella vita che
facciamo....lavoro..casa...etc.
- Spero in un futuro migliore, in una terapia
definitiva, in cui tutto torni al suo posto, io non avrò più dolori, non
mi sentirò stanca, avrò la sicurezza di avere un bimbo....non farò più i
miei Day Hospital, andrò al mare coi miei amici...forse non avrò
l'osteoporosi a 40 anni..la cattarata...e tante altre cose. eno vivrò ogni
giorno col timore che i miei anticorpi decidano di attaccarmi qualche
organo.
- Spero che la ricerca faccia grandi passi, e
che questa malattia venga conosciuta di più anche dai medici di base, la
diagnosi precoce, salva la vita, o ti aiuta a viverla meglio.

Anna
-
Ciao a tutti!
Mi chiamo Anna, vivo a Roma, sono di origine friulana, ho 36 anni e come molti
di voi sono affetta da Les con sindrome collaterale di Sjogren.
Mi sono decisa da qualche giorno a scrivere, dopo avervi "ascoltato"
per molto tempo, con un altro indirizzo...Ho letto le vostre storie, condiviso
la vostra rabbia e sofferto per i vostri dolori, ma soprattutto ho sentito la
grande voglia di vivere e di "farsi sentire", di raccontare le nostre
storie , di lottare per ottenere attenzioni, e tutto sempre con il sorriso!
Ho voglia di condividere tutto questo, ho voglia di fare anch'io qualcosa!
E posso essere di grande aiuto! Capirete perchè. Ho seguito le idee, sul dare
testimonianza, raccontando le diverse esperienze, o trovare i canali per far
sentire la voce e ottenere quanto necessario...
Io sono la responsabile nazionale dell'Ufficio Stampa della Associazione
Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche, una rara forma di malattie
genetiche, altamente invalidanti, e sono capo redattore di un sito web
sanitario, di proprietà della VoiNoi spa, società di Acea, un importante
azienda di multi utility romana.
In pratica, ho un continuo contatto con il mondo dei media, e con il Ministero
della Salute, per leggi, progetti, iniziative e varie.
Ecco perchè credo di poter essere molto utile!!!
Conosco giornalisti, televisioni, radio, reti web, ecc.. e so come contattare le
istituzioni.Finora l'ho fatto sempre, con infinito amore e impegno, per gli
altri...perchè non cominciare a far qualcosa anche per noi? !!!
Voglio anch'io raccontarvo la mia storia:
Mi considero abbastanza fortunata: mi è stato diagnosticato il LES con Sindrome
di Sjiogren collaterale nel 1994, dopo una strana e brutta pleurite, arrivata
all'improvviso e senza avvisaglie, se non si considerano delle piccole
alterazioni negli esami del sangue rilevate durante le donazioni, che allora
facevo regolarmente.
Dopo diversi mesi di cure, ricerche e ospedali, sono approdata a Pisa, dal prof.
Bombardieri, dove sono stata nuovamente ricoverata per un bel pò e rivoltata
come un calzino, ma da dove sono uscita con una diagnosi ben definita e una
terapia finalmente valida. Da allora sono seguita e curata dal centro di Pisa,
con la quale ho ormai instaurato un rapporto di fiducia e amicizia, e non ho più
avuto episodi particolarmente gravi. Cioè,ho spesso gonfiori e dolori alle
articolazioni, che combatto con ginnastica e nuoto, quelle antipatiche
febbriciattole che ti buttano terribilmente giù, e un sacco di problemi di
digestione, o meglio di intestino, non so, che sono veramente i più noiosi, ma
nel complesso va bene, e comunque non voglio farmi sopraffare dalla malattia,
che combatto a forza di sorrisi e ottimismo!
Nel '94, quando è successo tutto questo, ero nel pieno di una folgorante
carriera di "account manager" nel mondo dei media, facevo attività
sociale, venivo da un passato di agonismo sportivo (sono stata campionessa di
nuoto e atletica leggera) e mi sentivo forte ed invincibile.
Avevo una vita frenetica, divertente in fondo, ma decisamente frenetica!
La malattia, la totale inattività alla quale mi ha costretto per più di un
anno, ed il cambiamento radicale delle mie abitudini, mi hanno inizialmente
distrutto, anche psicologicamente. Dovevo rivedere il mio modo di vivere e di
essere, rivalutare i miei obiettivi, chiudere dei capitoli della mia vita! Ho
fatto fatica ad uscirne, ad accettare la nuova realtà, che è fatta di
controlli, terapie, attenzioni e limiti che s'impongono spesso da soli, e nuove,
grandi difficoltà con chi credevi potesse stari sempre al fianco, ma non solo
ne sono uscita, ho trovato anche nuovi valori, ho potuto approfondire dei lati
del mio carattere che non avevo tempo di notare, e insomma, mi sento
"cresciuta" dentro e in fondo, felice di tutto quel che la vita mi ha
dato, malattia compresa!
Tornata a lavorare, non ho buttato la mia laurea e la mia esperienza nel
cestino! Ho fatto moltissime cose, dedicandomi sempre più al Terzo settore, sia
continuando le mie attività di volontaria, che amo moltissimo, che lavorando a
progetti ed iniziative sociali. Aggiungo che adoro i cavalli e la campagna, sono
rimasta una "sportiva", perlomeno nel cuore, oggi,reduce da una brutta
separazione, (dopo 12 anni!) ho un compagno meraviglioso che mi coccola e
mi riempie di attenzioni, ho molti interessi e una nipotina di 2 anni di nome
Martina, filgia di una mia sorella, che amo alla follia!!
Questa è la mia storia.
Non voglio dilungarmi oltre, come faccio troppo spesso!!!
Spero che la mia storia possa essere una delle tante testimonianze che
riempiranno la nostra voce!
Sono felice d'averlo fatto perchè mi sento libera e poi sono stanca di leggervi
solamente, voglio conoscervi e fare amicizia con voi, per condividere problemi
che in fondo nessun'altro può capire ma anche sorridere tra noi, giocandoci un
pò!!
Vi abbraccio tutti
Anna
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